Il culto dell'Arcangelo San Michele, del "Principe grande, che stà a guardia del popolo" e che debellò gli angeli del male al grido: "Chi è come Dio?" affonda le sue radici nel Vecchio Testamento e si propagò fin dai primordi in tutta la Cristianità. 

Si narra che nell'anno 590, durante la grande peste che afflisse Roma, il Papa Gregorio, dopo settimane di preghiere e di penitenze, mentre a capo di uno dei sette cortei penitenziali, che partendo da sette chiese diverse, attraversava le vie della Città, recitando preghiere ed invocazioni al cielo, transitando sul Ponte Elio ( ora Sant'Angelo) per avviarsi a San Pietro, gli apparve sulla Mole Adriana (oggi Castel Sant'Angelo)  l'Arcangelo San Michele che riponeva la spada nel fodero in segno annunciatore della cessazione della pestilenza.

Fu lo stesso Papa Gregorio e la madre S. Silvia, della famiglia romana degli Anici, che possedevano vasti territori nella Valle Empolitana tra Empolum, Castel Madama, Tivoli e San Gregorio che portarono il culto dell'Arcangelo nelle nostre terre.

Il culto verso San Michele Arcangelo, da essi portato nella Vallata Empolitana è testimoniato ancora oggi da denominazioni e opere in suo onore.

 

La Chiesa di San Michele Arcangelo, Patrono e Protettore di Castel Madama, è, naturalmente, la più grande Chiesa di Castel Madama e costituisce l'elemento identificativo del paese quando esso viene osservato da lontano.

Fu costruita sul luogo dove sorgeva un trecentesco oratorio dedicato al Patrono che, in seguito al progressivo aumento della popolazione, divenne in breve incapace di contenere tutti i fedeli.

Nel 1771 fu quindi iniziata la costruzione di una chiesa molto più ampia e ricca di ornamenti; il progetto fu redatto dall'architetto napoletano Pompeo Schiantarelli e l'opera, terminata nel 1776 fu finanziata col concorso di tutto il popolo che contribuì sia con offerte di denaro che con prestazioni di lavoro volontarie.

La facciata, tripartita da quattro colonne con capitelli ionici che sostengono un architrave con timpano, fu ultimata soltanto nel 1802.

L'interno presenta una pianta centrale a croce greca con cappelle radiali ed una imponente cupola  decorata a cassettoni con rosoni in stucco e sormontata da un alto tiburio. Annesso alla Chiesa si trova un campanile quadrangolare. 

Gli elementi di arredo, in particolare il pulpito e gli altari, sono opera di abili maestranze laziali.

L'altare maggiore presenta finissimi intarsi marmorei anch'essi risalenti al XVIII secolo.

Più antico è invece il bel crocefisso ligneo scolpito e dipinto nella metà del XVI secolo da artisti di area abruzzese, posto nel quarto altare a sinistra. L'altare maggiore dedicata a San Michele Arcangelo, ospita una tela rappresentante il Santo, opera di Pietro Labruzzi (1739 - 1805), pittore all'epoca molto attivo nel territorio romano.

L'Arcangelo San Michele costituisce anche il soggetto di un dipinto di M. Hardtmuth, eseguito nel 1866, si tratta di una copia dell'opera di Guido Reni che si può ammirare a Roma nella Chiesa di Santa Maria della Conciliazione. 

Sempre al XIX secolo risalgono i numerosi dipinti che ornano le diverse cappelle.

Sui pennacchi della cupola sono rappresentati i quattro Evangelisti, eseguiti nel 1942 dal pittore romano Oscar Grottini

La chiesa oggi è regolarmente aperta al culto e costituisce il fulcro della vita religiosa del paese.

 

 

Hostgator Coupon | Electronic Cigarette