La chiesa di San Sebastiano fu edificata nel 1565 su volere di Mons. Andrea Croce, che oltre alla chiesa dedicata al Santo Martire, volle edificare anche l'Ospedaletto dedicato al sollievo dei diseredati e dei sofferenti.

Mons. Andrea Croce fu Vescovo di Tivoli dal 1554 al 1595.

Si dimostrò benevolo e solerte con i Castellani, non solo per la sua grande dedizione pastorale, che lo avvicinava a tutti coloro che erano bisognosi, ma anche perché era nato dal Ceppo degli Orsini, essendo nato da Terenzia Orsini.

Nel 1554 quando Mons. Andrea Croce prese a governare la Chiesa tiburtina erano riprese le inimicizie tra gli abitanti di Castel Madama e i Tiburtini a causa della Gabella del Passo e del sangue versato per queste ragioni negli anni precedenti, per cui egli si impose l'obbligo di troncare queste dannose tensioni.

Mons. Croce partecipò al Concilio di Trento dal 1561 al 1563, e tornato, nel 1564 volle realizzare dei luoghi pii o "Ospedaletti" che avevano lo scopo di ospitare i pellegrini, di ricovero per bambini abbandonati e per curare gli infermi poveri.

Tale opera piacque ai Castellani.

In questo remoto angolo di silenzio, in quel tempo, pur non lontano dall'abitato, ma completamente isolato in un ambito ancora di campagna, la Chiesa e l'Ospedaletto furono, per circa tre secoli, gli unici edifici sul pendio dei Collicelli.

La Chiesa e l'Ospedaletto furono il centro della preghiera, ma anche della carità cristiana di numerosi Castellani nel confortare e nel soccorrere le sofferenze dei malati, sorretti dall'esempio del martire San Sebastiano, patrono dei sofferenti. La Chiesa e la prima stanza dell'Ospedaletto divennero anche rifugio di ricercati dalla giustizia in quanto tali ambienti godevano dell'immunità, come si legge su una piccola lapide sulla sinistra della facciata del sacro edificio.

 

La Chiesa è un edificio a capanna con finestrone circolare sulla facciata, con copertura a tetto, retto all'interno da capriate.

Ha nel suo interno sul fondo sopra l'altare maggiore una piccola abside, la cui semicalotta è ricoperta da un artistico affresco raffigurante il martirio di San Sebastiano.

Tale pittura è attribuita ai fratelli Taddeo e Federico Zuccari

Oltre l'affresco del martirio di San Sebastiano, esistono altre due pitture da attribuirsi ad artisti provinciali, poste sulle pareti laterali della Chiesa. Sulla destra vi è la Cappella del SS.mo Cricifisso, mentre sulla sinistra la Cappella dell'Immacolata.

All'inizio del XX secolo, estendendosi l'abitato intorno ai Collicelli, lungo via San Sebastiano e Via Roma, la Chiesa si trovò attorniata dalle abitazioni e divenne la succursale festiva della Parrocchia di San Michele.

Il culto di San Sebastiano ancor oggi è tenuto vivo dall' associazione dei "Confrati" che il 20 gennaio o la domenica successiva ne ne celebrano la festa, portando in processione la Statuetta del Santo, che resta poi in consegna per un anno nell'abitazione del Confratello al quale tocca in sorte dal bussolo.

   
   

 


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